Quale AI per l'Europa?
La proposta di un CERN per l'AI circola da tempo senza tradursi in impegni vincolanti. Ci sono ragioni strutturali che spiegano lo stallo. E il rischio più serio non è che il progetto fallisca, ma che riesca a metà.
Interventi singoli su scienza, tecnoscienze, intelligenza artificiale e decisione pubblica. Per i percorsi tematici a più voci si rimanda ai dossier.
La proposta di un CERN per l'AI circola da tempo senza tradursi in impegni vincolanti. Ci sono ragioni strutturali che spiegano lo stallo. E il rischio più serio non è che il progetto fallisca, ma che riesca a metà.
L'AI non colpisce solo per l'efficienza, ma perché produce risposte che sembrano giudizi. Il rischio è scambiare la forma del giudizio per il giudizio stesso, abbassando la soglia critica dell'utente.
I ragazzi usano già strumenti di intelligenza artificiale ogni giorno, mentre la scuola non ha ancora deciso che cosa insegnare su di essi. Se arriveranno impreparati al mondo trasformato dall'AI, non sarà per mancanza di tecnologia.
Una fiducia ragionata, concessa in buona fede, può trasformarsi in una forma di abbassamento della guardia. Due ricerche recenti — Wharton e MIT Media Lab — cominciano a misurare il fenomeno.
Per la prima volta un modello di intelligenza artificiale compare tra i firmatari di un articolo di fisica teorica. Non è solo automazione: è ingresso nella dinamica generativa della teoria.